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Quando la Nike fa Storytelling non ce n’è per nessuno

17 agosto 2016 video storytelling

Le Olimpiadi, come i Mondiali o il SuperBowl tirano fuori il meglio dai Brand Sportivi che scelgono questi comuni momenti di attenzione globale per intensificare il loro sforzo di produzione…

Nicco

Nicco

Conosce tutti i modi (più uno) per usare i video nella comunicazione

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Le Olimpiadi, come i Mondiali o il SuperBowl tirano fuori il meglio dai Brand Sportivi che scelgono questi comuni momenti di attenzione globale per intensificare il loro sforzo di produzione video.
La Nike questa volta ha deciso di esagerare mettendo in produzione uno storytelling BOMBA dal titolo “Unlimited You” e a cascata una serie di diversi video declinati tutti sull’assunto storico del brand: “Se ti impegni, non hai limiti”.

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Momento Cit. Andrea Fontana:

“Il termine “Storytelling” non si può tradurre con il nostro “raccontare storie” e infatti non è nemmeno questo. Se dovessimo tradurre letteralmente il termine “storytelling” dovremmo usare delle locuzioni che nella nostra lingua non esistono, qualcosa del tipo: “parlare attraverso racconti”

Produrre video attraverso racconti eccezionali

I racconti sono alla base degli ultimi anni di comunicazione di Nike e questo progetto non fa eccezione. Partiamo dal Video Madre, lanciato il primo giorno di Olimpiadi e ad oggi visto da 31ml di utenti su Youtube.

So cosa state pensando: “Con Serena Williams, Neymar, Tim Duncan e Mo Farah in squadra produrre un video Bomba riesce pure a me”. Avete ragione, ma fino ad un certo punto.
Sono passati infatti i tempi in cui bastava buttare nella mischia un grosso nome e il gioco era fatto, oggi il Brand deve impegnarsi di più e costruire Storie che facciano identificare gli utenti e li spingano verso l’ascensione a DEI. Nike prima ci presenta dei NORMALI, degli sportivi in erba, più o meno scarsi. Poi ci parla e ci svela il trucco: tutti loro sono normali, fino a che non DECIDONO di evolvere in EROI.

La voce narrante in questo video ha un ruolo fondamentale, dall’alto si rivolge direttamente ai protagonisti del racconto, conversa con loro, li sgrida, li distrae crea un costante intermezzo comico aumentato dall’epicità esasperata delle immagini.
E poi Nike alza l’asticella, fa dell’autoironia, scherza su ciò che il suo messaggio può comportare, la comparsa di uno scenario di sregolatezza sportiva in cui tutti tentano l’impossibile.
Le star saltano su macchine lanciate in corsa per uno slam dunk acrobatico, i NORMALI sfidano i velocisti in gare di corsa, Serena Williams e Giancarlo Stanton palleggiano con sfere infuocate su un campo da tennis (l’esagerazione di questi passaggi rimanda ai maestri di OldSpice)
Chiude l’immagine poetica di un bambino su uno skate, l’innocenza che ha già capito tutto e si lancia senza paura verso un nuovo limite da sorpassare.

Dal video Madre alle pillole social

Intanto, tutti zitti davanti a questo Commercial!

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Poi, analizziamo le declinazioni del Video Madre, le pillole social.
Le pillole sono brevi a volte brevissime. Sono Storytelling puro a partire dalla più estrema, quella di Chris Mosier, Triatleta Trasgender americano che gareggia nel Team USA, titolo dello storytelling: “Unlimited Courage”.

Il Format tecnico è lo stesso: una voce narrante che conversa con il protagonista in un rimbalzo costante di domande e risposte. Una domanda su tutte “Hai mai pensato di abbandonare?” “Sì, ma non l’ho fatto!”
La punzecchiatura di Nike è evidente, se ce la fa Mosier ad affrontare i pregiudizi e le difficoltà, puoi farcela anche tu.

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Consigli tecnici di produzione video

Apriamo una parentesi sulla tecnica produttiva delle Pillole Social, perchè può essere utile anche a noi che non abbiamo sotto mano un Neymar o una Williams per il nostro prossimo Commercial. Dovendo affrontare una produzione video commercial o corporate avremo sicuramente messo su una bella troupe, calcolato un certo numero di giorni di preproduzione, di shooting, di editing, contattato gli attori, convinto i clienti, scritto la storia, riscritto la storia, cambiato il soggetto, pianto, prenotato la sala posa, litigato con il runner, affittato una Sony, litigato con il DOP, reso la Sony, affittato una Red… e così via.
E dopo tutto questo sbattimento voi volete produrre solo un output, che senso ha?
Massimizzare la produzione video, offrendo alla campagna di comunicazione la possibilità di usufruire di una serie di multiouput pensati per piattaforme e utilizzi diversi, è la migliore scelta che potete prendere. Lo sforzo produttivo aumenterà di poco ma i risultati saranno molto maggiori.
Ovviamente questa scelta va compiuta a monte, PRIMA di iniziare la produzione del video, scrivendo già i soggetti delle pillole social che deriveranno dal Video Madre o che, come nel caso Nike, andranno con la loro somma a comporlo.

Chiusa parentesi

Dicevamo di OldSpice e dell’esagerazione.
Altra pillola social altro giro.
Stavolta la protagonista è Sister Madonnna Buder, una suona di 86 anni.
Il titolo della pillola è “Unlimited Youth”.

Stavolta è la stessa voce narrante a stupirsi di quello che vede, a cercare di frenare la corsa di Sister Buder.
Stesso format, stessa parabola. Sister Madonna Buder non è un personaggio di finzione, è una vera suora 86enne detentrice del record di persona più anziana ad aver completato una gara di Ironman Triathlon.

comunicazione video

L’ennesimo esempio positivo e incredibile che ci spinge a guardarci allo specchio, a migliorarci, a chiederci cosa stiamo facendo ancora qui davanti alla televisione, o davanti ad un computer, fermi, sfiduciati, molli, mentre scriviamo con il fiatone le ultime righe di un nuovo articolo del blog, quando invece potremmo uscire e correre e migliorare e…

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